SCUOLA PORTIERI IMPARANDO"
SCUOLA PORTIERI IMPARANDO"

TECNICHE SPECIALI

PER IL PORTIERE CONTEMPORANEO NEL CALCIO A 11

Considerando i cambiamenti che hanno interessato il  ruolo del portiere nel calcio di oggi, è inevitabile giungere alla conclusione che se cambia il ruolo del portiere è necessario cambiare anche il modo di allenarlo.

Palloni veloci, traiettorie insidiose, diminuzione della visibilità a causa dell’aumentata densità di giocatori interposti tra il portiere e il pallone, tattica di gioco, attacchi sempre più ravvicinati.

Sono questi i motivi che ci portano a considerare indispensabili alcune tecniche di parata e di uscita che fino ad oggi erano ritenute esclusive del calcio a cinque e che andremo di seguito a descrivere e ad analizzare:

  • Uscita Brasiliana
  • Croce iberica
  • Spaccata

L’USCITA BRASILIANA

 

E’ sicuramente una tecnica efficace per chiudere lo spazio nell’uno contro uno ravvicinato su attacco laterale, su giocatore con palla coperta che si sta per girare e all’interno di mischie. Il portiere in rapida uscita esegue una scivolata con entrambe le ginocchia a terra, il busto dritto e le braccia lungo i fianchi.

Le ginocchia sono divaricate ed i piedi uniti per evitare che il pallone passi sotto. Tra le tre tecniche proposte è sicuramente la più aggressiva e va eseguita con grande coraggio e velocità.  L’obiettivo principale è quello di farsi trovare a ridosso dell’avversario al momento del tiro cercando di impattare la palla con il corpo.
Il portiere dovrà essere particolarmente attento nello scegliere la situazione in cui utilizzare questo tipo di parata. Va utilizzata infatti soltanto quando si ha la certezza che l’attaccante sta calciando in porta, altrimenti si rivelerà come un arma a doppio taglio, in quanto, nel caso in cui l’attaccante finta il tiro e tenta il dribbling, il portiere sarà messo completamente fuori gioco per qualsiasi altro tipo di intervento

        LA CROCE IBERICA

 

Un altro tipo di parata molto utilizzato nel calcio a 5, che però può risultare molto efficace anche nel calcio a 11 di oggi, è la croce iberica.
E’ una tecnica che nasce dall’esigenza di coprire il maggior spazio di porta e va eseguita sempre nel caso di assoluta vicinanza al pallone con la certezza che l’attaccante stia calciando. Il portiere si posiziona con busto e spalla opposti alla posizione della palla, rivolti verso terra per favorire la velocità di piegamento del ginocchio, evitando il tunnel. L’altro braccio dovrà essere particolarmente reattivo nell’eventualità di una palla alta sul primo palo aiutando anche il ginocchio per raddoppiare la copertura sul tiro. E’ fondamentale la posizione rivolta in avanti di busto e spalle che rendono questa parata ancor più aggressiva. 
A differenza dell’uscita brasiliana, questa tecnica rende il portiere più reattivo nel caso di un dribbling da parte dell’attaccante. In questa posizione infatti sarà molto facile modificare il corpo per acquisire la posizione della spaccata che ora andiamo a spiegare

LA SPACCATA

 

La spaccata è una tecnica che fino a qualche tempo fa era considerata una parata del tutto fortuita. Ancora oggi poi ci sono correnti di pensiero che la definiscono così. Nonostante ciò sono sempre di più i portieri di caratura mondiale che la utilizzano.
E’ un gesto tecnico che richiede una grande elasticità, motivo per cui va sempre curata ed allenata. Il portiere si posiziona seduto a terra, busto eretto, braccia larghe, con una gamba tesa e l’altra piegata dietro. Di fondamentale importanza la posizione delle braccia necessarie per intervenire su un eventuale palla alta.
Nel calcio a 5 è la tecnica più utilizzata mentre nel calcio a 11 si rivela efficace in determinate situazioni come calciate laterali, con cono di luce ristretto in quanto ci permette di coprire un ampio spazio di porta

Con questo non è nostra intenzione cancellare del tutto le correnti di pensiero tradizionali che ci hanno accompagnato per tanti anni. Siamo però sempre più convinti che con l’evoluzione che ha subito il calcio negli ultimi anni, bisogna rinnovarsi nei metodi di allenamento e prendere in considerazione nuove tecniche di parata. Perché in fondo bisogna fare quel che serve e non quel che si sa. Noi la pensiamo così!

 

Davide Quironi, Emanuele Maggiani e Chiara Salinetti.

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